Una nuova area visiva cerebrale: da Pisa l’importante scoperta 2017-12-11T17:45:37+00:00

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Una nuova area visiva cerebrale: da Pisa l’importante scoperta

Dal Dipartimento di Medicina Traslazionale dell’Università di Pisa, in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Firenze, giungono fondamentali passi avanti nella comprensione delle aree cerebrali non ancora pienamente esplorate.

In questo studio, pubblicato recentemente sulla rivista internazionale “Current Biology, i ricercatori hanno dimostrato l’esistenza di una nuova area visiva, in grado di identificare oggetti in rapido movimento e processare informazioni provenienti dalla periferia del campo visivo.

I ricercatori hanno utilizzato un nuovo dispositivo, creato dall’Istituto di Ottica del Cnr di Firenze, in grado di stimolare le aree cerebrali tramite la presentazione di immagini in movimento ad alta velocità; grazie all’utilizzo della Risonanza magnetica funzionale (fMRI), hanno così evidenziato l’attivazione di una piccola area collocata in una parte primitiva della corteccia cerebrale, nota come “Area Prostriata”, dotata di specifiche proprietà che la distinguono dalle aree visive già note. Lo studio approfondito di questa porzione cerebrale dimostra una sua precisa specializzazione nell’identificazione di oggetti in movimento, che richiedono una rapida risposta di fuga in caso di pericolo, ed una stretta relazione con le aree cerebrali che controllano le emozioni e le risposte motorie rapide; l’area Prostriata conterrebbe infatti una propria mappa cerebrale dello spazio, grazie al processamento di informazioni che provengono dalle aree periferiche del campo visivo e che contribuiscono ad una maggiore comprensione dell’ambiente esterno.

Queste evidenze, secondo i ricercatori pisani, potrebbero fare chiarezza e avere una notevole ricaduta clinica in tutte le patologie che prevedono un coinvolgimento dell’area Prostriata; un esempio è la malattia di Alzheimer, nella quale sono state osservate degenerazioni in questa specifica area cerebrale, che potrebbero giustificare il disorientamento spaziale caratteristico delle prime fasi di tale malattia neurodegenerativa.